ILARIA BRAMEZZA
I'm

Da Sabato 6 Giugno a Domenica 5 Luglio 2026
Inaugurazione Sabato 6 Giugno ore 18.00
da mercoledì a venerdì dalle 16.00 alle 19.30
sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30
Ingresso libero

La nuova produzione di Ilaria Bramezza si colloca all’interno di una ricerca che in questi recenti anni ha progressivamente spostato il proprio focus dalla riflessione sui luoghi (2023), sulle architetture ferite (2025) alla attuale rappresentazione della figura umana come presenza trattenuta, sottratta, non direttamente accessibile.

I’m rappresenta un passaggio significativo come prosecuzione di un percorso che ha fatto dell’assenza un dispositivo formale e concettuale.

Se, infatti, con “Le Architetture dell’Assenza” l’artista ha indagato la vulnerabilità degli spazi dell’abitare (case distrutte, città cancellate, luoghi resi impraticabili dalla violenza) in questa nuova serie l’assenza si sposta dal contesto urbano alla dimensione individuale.

La mostra I’m riunisce un corpus di opere in cui la figura femminile diventa campo di indagine, variazione e rivelazione.

Attraverso una pittura intensa e calibrata, l’artista elabora una serie di ritratti che non aspirano solamente alla mera somiglianza, ma alla traduzione visiva di identità plurali. Elemento centrale del percorso è la ripetizione della stessa figura nella diversità di cromie e sfondi.

Questa scelta non produce ridondanza, ma profondità: la figura si moltiplica, si trasforma, si rigenera. Le variazioni rivelano la natura sfaccettata dell’identità femminile, intesa non come unità monolitica ma come insieme di possibilità.

Ogni quadro diventa una nuova trascrizione, una riscrittura iconica che stimola lo spettatore ad immaginare ruoli, stati d’animo, memorie e metamorfosi interiori. La donna non è qui rappresentata, ma trascritta.

La figura non scompare, ma si protegge. Il copricapo, elemento ricorrente, diventa un dispositivo di mediazione tra l’immagine e chi la osserva, un confine che delimita ciò che può essere mostrato e ciò che resta custodito.

L’identità non è negata, ma resa più criptica. La figura non è un ritratto, ma una condizione: non rappresenta un individuo, ma un modo di “esistere nell’immagine”.

In un’epoca in cui la visibilità è spesso sinonimo di esposizione ed esibizione, Bramezza propone un modello alternativo: un’immagine che non rivela, ma custodisce; che non offre, ma trattiene; che non cerca lo sguardo, ma lo invita a interrogarsi.

Il silenzio dei volti diventa così un atto di resistenza alla sovraesposizione, un modo per riaffermare la dignità dell’identità.

Dal punto di vista formale, la pittura di Bramezza mantiene la sua attenzione alla costruzione lenta della superficie, eredità delle fasi precedenti della sua ricerca. La tessitura puntinistica, rigenerata negli anni, si trasforma e si dissolve qui in una campitura più ampia, più controllata, che sostiene la figura senza descriverla. Il colore non è mai decorativo: è struttura, atmosfera, campo di tensione. L’abito assume il ruolo di architettura emotiva, definendo la presenza della figura più del volto stesso.

I’m è dunque una riflessione sulla possibilità di rappresentare l’identità senza ricorrere ai suoi segni più immediati. È un’indagine sulla soglia tra visibile e invisibile, tra ciò che appare e ciò che resta celato. È un invito a considerare il volto non come un luogo da decifrare, ma come uno spazio da rispettare.

In questo senso, la mostra si inserisce pienamente nel percorso creativo della Bramezza, confermando la sua capacità di trasformare la pittura in uno strumento di interrogazione etica oltre che estetica.

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